giovedì 8 dicembre 2016

La "sinistra" italiana che rischia di sparire elettoralmente


La sinistra italiana, in crisi di idee e consenso da oramai venti anni, rischia di sparire definitivamente dal panorama politico. La cosiddetta "estrema sinistra" è fuori dal Parlamento dal 2008. L'unico partito "a sinistra del PD" riuscito ad entrare in Parlamento da allora è stato SEL grazie soprattutto all'alleanza con il Partito Democratico.
Gli avvenimenti di questi ultimi anni però, rischiamo di mettere la parola fine all'esperienza parlamentare di certe forze politiche che si richiamano alla sinistra estrema. Alla vista di molti cittadini elettori infatti, anche alla luce degli avvenimenti degli ultimi 20 anni, potrebbe apparire che, dietro a un certo atteggiamento da duri e puri di stampo ideologico, potrebbe esserci anche una volontà nel perseguire obiettivi di ridefinizione dei rapporti di forza politici interni ed esterni. Insomma, oltre all'ideologia, potrebbero esserci anche altri "interessi", dei partiti e loro componenti. Ed è proprio la percezione che possano esserci degli "interessi particolari", che non riguardano i cittadini ma soprattutto i partiti, che potrebbe portare ad allontanare definitivamente l'elettorato da questi partiti.
La sinistra italiana così come la conoscevamo, potrebbe sparire dal panorama politico, diventando una forza residuale.

mercoledì 7 dicembre 2016

L'inciviltà di chi abbandona i rifiuti


Oggi, purtroppo per l'ennesima volta, Gamberini sul Passo del Carnaio (comune di Bagno di Romagna, bandiera arancione, che dona al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna una porzione di territorio ad elevatissimo pregio naturalistico e ambientale) si trovava nelle condizioni come vedete da foto.
Come detto la cosa non è una novità: facendo il Carnaio abbastanza spesso, in vari orari, ho oramai una "collezione" di foto di questo tipo.
La cosa che infastidisce ancor di più per questa inciviltà, è il fatto che HERA provvede a ritirare, su richiesta, gli ingombranti a casa gratuitamente.
Personalmente invito chiunque abbia informazioni a denunciare alle autorità competenti i responsabili di questi atti.
Sarebbe auspicabile che chi tiene questi comportamenti, possa risponderne le massime sanzioni possibili previste per questo tipo di comportamenti. La volta dopo, sicuramente non lo rifarebbe.

Le riforme in Italia, si faranno mai?

(immagine del web: pixabay)

La cosiddetta stagione riformista in Italia è partita, teoricamente, parecchi anni fa. Se guardiamo agli ultimi 20 anni, prima ci fu il fallimento della cosiddetta "Bicamerale" guidata da D'Alema, nel 2001 passò la Riforma del Titolo V, mai però completamente attuata, anche per le varie criticità che si erano generate (soprattutto la conflittualità tra Stato e Regioni, la frammentazione dei sistemi sanitari). Nel 2006 ci fu la bocciatura della Riforma costituzionale promossa da Berlusconi, ora la bocciatura per quella Boschi-Renzi.

Gli Italiani sono un popolo "strano": chiedono, spesso a gran voce, che si "cambi", ma in realtà non vogliono che si cambi (al netto delle questioni di merito). Succede anche nelle elezioni locali: si chiede a gran voce "cambiamento" poi, appena si prova a cambiare qualcosa, ecco che salgono i malumori. Un paese gattopardiano, dove ci si "lamenta" spesso ma a questo punto non si capisce bene di cosa ci si lamenti, poiché la volontà di "cambiare" non si vede. 
Certo, non bisogna "cambiare tanto per cambiare", ma la cosa principale da cambiare sarebbero certi atteggiamenti degli italiani, che gli studiosi hanno definito "familismo amorale", fenomeno fin troppo diffuso.

Più volte ho detto che il problema principale dell'Italia è sociologico, prima ancora che politico: un paese consociativo, con le derive clientelari che ben conosciamo, avrà sempre un'ampia fetta di persone che non vorrà cambiare, poiché le rendite di posizione chi le ha, non le vuole perdere. Poi c'è un'ampia fetta di disillusi silenziosi, che oramai si sono "rassegnati". Sarebbe un bacino importante cui rivolgersi, ma si presta sempre troppa attenzione ai rumorosi.

Ps. qualcuno ha detto che bocciata la riforma costituzionale, che dal mio punto di vista presentava nel metodo e nel merito delle criticità, si potrà lavorare subito a un'altra e poi, probabilmente a un altra, e un'altra ancora, chissà per quanto tempo. Senza che nulla veramente cambi poiché, bisognerebbe chiedersi, gli italiani vogliono veramente cambiare?

martedì 6 dicembre 2016

Il paese spaccato in tre

(immagine del web: pixabay)

Al netto di questioni di metodo e merito sulla riforma costituzionale bocciata al Referendum, ci troviamo davanti a un paese spaccato in tre, all'interno del quale ci sono ulteriori spaccature: nella sinistra, nel Partito Democratico, nel centrodestra, nonché un Movimento 5 Stelle formato da un corpo elettorale molto eterogeneo. 
Per quanto riguarda il centrosinistra la balcanizzazione da tempo in atto nel PD (ben prima dell'avvento di Renzi, è qualcosa che riguarda la sinistra italiana da oltre 20 anni) ha fatto sì che si perdesse l'attenzione nei confronti dei cittadini, ragionando principalmente sui rapporti di forza politici interni ed esterni al partito: e questa è stata la "sfida" del NO arrivata dalla minoranza PD a Renzi. 
Poi c'è il vento populista, intercettato per buona parte da M5S e Lega. I 5Stelle sono chiusi nella "spirale del NO" anche per l'eterogeneità del loro corpo elettorale: per loro "fare", oltre a doverlo saper "fare" (in assenza quantomeno di esperienza), significherebbe anche rischiare di scontentare una fetta di elettorato che spazia lungo tutto lo spettro politico. 
Poi c'è il centrodestra, alla ricerca di un leader (ne sono stati già bruciati un paio), con la Lega che scalpita cercando di spiegare le vele sui venti di destra che stanno spirando in occidente. 

Fatte salve sorprese e/o visioni di lungo periodo, nel breve l'ipotesi più probabile è quella che vede il tentativo di formulare una proposta di governo tra due di queste tre spaccature (in ottica proporzionalista), con un taglio alle ali estreme. 

Sarà inoltre interessante vedere come il Partito Democratico gestirà la spaccatura interna: non si erano infatti mai visti simili scende di giubilo, per la sconfitta del proprio partito da parte della minoranza interna. Anche in questo caso, non si potrà più far finta di nulla.

lunedì 5 dicembre 2016

Valbruzzi: "è stato un voto sociale". Il M5S ha votato in modo granitico per il NO


Secondo il politologo Marco Valbruzzi quello sul referendum è stato un "voto sociale". Lo ha riportato sia in un'intervista al TG3 Emilia - Romagna, sia in un'intervista ad Huffington post. Un voto politico su Renzi, che aveva personalizzato la campagna elettorale sulla sua persona. "Un voto contro una classe politica che, in questi anni, non ha saputo ridurre le distanze con gli elettori"(tendenza che, a mio avviso, proviene da lontano, ben prima dell'avvento di Renzi alla segreteria del PD).
Molto interessanti anche le analisi sulle capacità di mobilitazione del proprio elettorato da parte dei partiti: se il PD, diviso tra maggioranza sostenitrice del SI e minoranza per il NO, ha visto un voto del proprio elettorato verso il SI tra il 60% e 80% a seconda delle varie zone d'Italia, il Movimento 5 Stelle di converso è stato "granitico" per il NO, in una sorta di neo "voto ideologico", anche laddove ci sono state criticità recenti, vedi Palermo con il caso delle firme false. E questa potrebbe essere l'assoluta novità della politica italiana ovvero il ritorno del voto ideologico senza se e senza ma, indipendentemente dall'azione politica portata avanti dal Movimento e dai suoi componenti